JavaScript is required to use Bungie.net

Eredità

RUGGINE

PIANURA DI LUCUS PLANUM
MARTE

Rombi tettonici squassano la superficie. L'Apollinaris Mons ha continuato a eruttare nubi piroclastiche per due giorni, poi le scosse hanno frenato i suoi ardori. Frantumando il pendio meridionale del vulcano, facendo precipitare le strutture rocciose che ne sostenevano il cratere. Scariche di fulmini vulcanici lacerano i pennacchi di cenere, al di sopra dell'immensa frana. La faccia di Marte si è disfatta, rivelando tracce di un'era mitica; strutture levigate spuntano tra i pendii di basalto, come trofei in una teca di ferro. 

Nuove tempeste marziane aprono squarci rossi nel cielo.

Paesaggi di sabbia ossidata si estendono per chilometri intorno alla montagna spezzata, ripiegati in una serie di crepe scoscese che, prima del crollo, circondavano la base dell'Apollinaris. Le loro fratture hanno creato canali lungo le pendici del vulcano, come sabbia scivolata tra le dita del caduto Ares, perduto nel tempo e in attesa di essere riesumato. 
Le dune si espandono dalle rovine, trasportate da forti zefiri, ognuna più distante da quella precedente. Sotto le sabbie sferzate dal vento, si rivelano tracce di basalto, come fossili accuratamente ripuliti e portati in superficie dal respiro di Eolo. Il vento, non più frenato dalla resistenza della pietra, ruggisce su vaste pianure, attraverso le incrostazioni saline degli yardang che spuntano qua e là nel deserto circostante, per poi riunirsi alle correnti. Seguono polvere e cenere. Tredici guglie di sale opalescente circondano l'ingresso. Si sono ripiegate verso l'interno del cratere; la bufera di cenere le ha macchiate e rese simili a ossa carbonizzate. 

Nel cuore della tempesta, rifrange un bagliore.

Una pira rossa come il mare. 

Braci ancora calde.

Il benvenuto a un'ospite.

Ana Bray attraversa la pianura appena affondata, avvolta in un abito a strati simile a una sorta di spolverino, i cui drappi sventolano con violenza. Jinju fluttua davanti a lei, creando una sottile barriera di Luce che tiene a bada il vento lacerante. La donna si ferma sul bordo del cratere. Le grandi cime dell'Apollinaris Mons riempiono il suo sguardo, contro la vastità dell'orizzonte. I risonatori montati nel suo SN0MASK modificato vibrano e rimuovono la polvere dal suo visore. 

"Avevi ragione sulla tempesta, Jinju. Sembra non spostarsi affatto." La sua voce giunge gracchiante attraverso il respiratore.

Jinju emette un cinguettio impertinente e ondeggia a destra e sinistra. 

Ana sbuffa. "Dov'è il tuo senso dell'avventura?"

Jinju focalizza la sua iride sulla lunga distanza già attraversata, poi su quella rimasta e infine di nuovo su Ana.

"Già. Non sembrava così lontano, dall'alto." Sposta una bandoliera di borse e sacche che porta a tracolla. 18 Kelvin è ben salda al suo fianco. 

I suoi occhi potenziati mettono a fuoco l'installazione sul fianco del cratere. Bray. Solida e immutabile nella sua forma, un cenotafio alla progenie della sua ascendenza. La mano di Ana corre alla fibbia di una delle borse a tracolla, ne estrae un localizzatore e lo attiva. Lo schermo a bassa risoluzione si illumina di verde e un suono ritmico inizia a pulsare a poca distanza davanti a lei. 

Antenna warsat integrata

Distanza: 31,739 metri

Emissione: 51 GWh 

Lettura Geiger: (!) 67 µSv/y (!)

Attività biometrica: Negativa

Collegamento alla rete: Negativo

Trasmissione segnale: Negativa

Ora: 12:04

"Niente alveare, niente cabal. O abbiamo lavorato bene, o siamo arrivate prima di quel che pensavo." Ana sostituisce il suo respiratore usurato dallo zolfo con uno nuovo. 

Jinju cinguetta, contenta dell'assenza di nemico. "Era ora."

"Vero?" Ana guarda di nuovo il localizzatore. "Qualunque cosa tu sia, sei molto potente."

Jinju emerge lentamente da dietro la spalla di Ana, emettendo una polifonia di suoni bassi.

"Se fosse geotermica, i dati avrebbero senso." Fa cenno verso il centro del cratere.

Ana manda a memoria l'informazione prima di riporre il localizzatore. "Ottimi valori. Bel colpo, Red."

Il suo casco invia in risposta un tono sinestesico, con sfumature che ricordano la marmellata d'arance.

"Di niente."

*** *** *** *** ***

La discesa fino al tetto dell'ingresso della struttura esposta era il percorso più semplice. Da quella posizione in cima all'arco a tunnel, il trio domina il cratere. La strada rialzata che conduce all'ingresso dell'installazione è molto più in basso. 

Jinju scansiona un cilindro che si protende dal soffitto corroso. Anni di incrostazioni ricoprono la struttura di metallo. Ana si inginocchia al suo fianco. Gratta dell'ossido dall'etichetta del cilindro col coltello che tiene nello stivale.

Nodo Craniale S-0319

Ana fa scorrere le dita infilate nei guanti lungo il nodo cilindrico, rimuovendo polvere e incrostazioni oleose dal suo guscio metallico, in cerca di una giuntura. "Salve, Nodo Craniale S-0319. Piacere di conoscerti, piccolo bastardo."

Maneggiando attentamente la lama del coltello, gratta via la ruggine e riporta alla luce il metallo scolorito. Quanto tempo ci è voluto perché questa macchiasse di sangue la lucentezza dell'acciaio? Strofina il palmo sul contenitore, e sotto il suo tocco la cenere si fa sempre più sottile, fino a diventare duttile come cera da pavimenti. Ana esala un respiro, si sgranchisce le spalle e continua la sua opera di pulizia. La lama del coltello incontra finalmente una sottile fessura, il pannello d'accesso al nodo. Ana invia un impulso di Luce lungo la lama, scardinando il coperchio dal suo alloggiamento arrugginito.

ACCESSO AUX

REDLINE-1-OPERATIVO

SOTTOGRUPPO - MUSERUOLA #9

BRAY™

NUMERO DI SERIE - 1012058112-CLVS-9

"Pannelli ausiliari. Perché metterne su un sistema chiuso... all'aperto?"

Jinju scuote l'involucro su un lato, come per scrollare le spalle. "Difficile a dirsi."

"Non c'è niente negli archivi?"

Jinju muove l'involucro da sinistra a destra: No.

Ana è inquieta. "Sai di cosa si tratta, Red?" 

Un tono discordante evoca espressioni indistinte che sfumano sul suo visore. 

"Vedremo se ti ricorderai qualcosa dopo che ti avremo collegato al sistema centrale."  Ana si inginocchia e osserva il pannello esposto del nodo, prima di riporre il coperchio. "Magari anche qualcosa su Atlante." Le parole si perdono nella tempesta. Atlante. Il mitico diario di Clovis Br... di suo nonno. Venire a capo del suo mistero si è dimostrato più arduo del previsto. La determinazione di Ana, però, è dura a morire. Qui troverà le risposte.

Jinju cinguetta e ondeggia verso il sole morente, la cui luce penetra i confini della tempesta. Un tuono rimbomba.

Ana si spinge sui tacchi, portandosi in posizione seduta nella polvere. I suoi occhi seguono i bordi arrugginiti del canale. Un fronte rossastro si espande dalle nuvole in alto, a chilometri di distanza, quasi avvolgendo la pallida luce di Sol. La stella è una fragile sfera. I pochi e delicati petali di calore che riescono a sfuggire si posano sul viso di Ana: polline tornato in superficie. Lascia che calino su di lei, in un breve momento di pace. 

La notte avanza all'orizzonte, accompagnata da una gelida oscurità. 

Non starà fuori abbastanza perché la colga.

Ana osserva la strada rialzata più in basso. Una porta blindata, resa ruvida dall'erosione, è stata spalancata chissà quanto tempo fa. Jinju sbircia sopra il crepaccio che precipita per circa un centinaio di metri, e vi scende senza esitazione. Ana estrae una corda doppia dalla sua bandoliera e la fissa alla parete rocciosa. Si lascia portare verso il basso dal suo baricentro e frena la discesa comprimendo la Luce.

Tocca terra con i piedi. Il suo Spettro è al suo fianco. Assicura l'estremità della corda all'acciaio della strada rialzata e vi attacca un sistema di salita. Ana avvolge il dispositivo e ne stacca l'aggancio.

Jinju si volta verso Ana. L'iride e gli occhi si incontrano.
"Pensi che ci sia qualcuno?" Ana infila la testa nell'ingresso.

Toni dal sapore di cannella si diffondono nel suo visore, trasformandosi in un sordo ronzio.

Jinju emette un fischio e indica qualcosa dietro di lei.

A poca distanza dall'apertura giace un cartello divelto.

CLOVIS - 9

Ana aguzza lo sguardo, tesa ma elettrizzata. 

"Nove? Pensavo avessimo trovato tutti i siti su Marte."

Fine



Patina

CLOVIS - 9
CRATERE DELL'APOLLINARIS

La porta blindata in frantumi cigola. Lingue di vento si riversano dal cratere e fischiano attraverso le fessure di metallo slabbrato. La porta è stata praticamente strappata; trucioli di plastacciaio ad alta densità appaiono piegati come zampe di ragni morti.

Ana si concentra sui danni. "Questa porta. È come quella di un deposito di sicurezza. Qualcosa l'ha praticamente sfondata."

Jinju inizia a scansionarla, da telaio a telaio. "Avranno avuto bisogno di molta potenza per penetrare tutto questo plastacciaio."


Tracce di decolorazione termica, usura da attrito e vigoroso impegno sono ben evidenti su tutta la porta. La superficie di metallo è attraversata come da solchi corrosi, coperti da un'iridescente patina ramata. La corrosione si concentra lungo le strisce che una volta formavano il centro della porta, mentre i bordi circostanti, ancora più o meno intatti, sono tuttora gonfi e fusi al telaio dell'arcata. 

Ana si avvicina al battente blindato e fa scorrere la mano lungo l'acciaio. Spegne l'uscita audio dei risonatori del suo visore. "Da lì non me n'ero accorta. Credevo fosse semplicemente sfondata, ma guarda questi segni."

Jinju fluttua sopra la testa di Ana. La sua iride segue gli schemi spiraliformi all'interno di piccole fessure nel metallo. Insieme, studiano le varie interconnessioni che scorrono dal centro della porta verso l'esterno, tessendo percorsi simmetrici e profondi solo pochi centesimi di millimetro.

"Quindi... non è stata colpita. Direi più spinta." Jinju mette a fuoco alcune fratture da sforzo nel metallo. Il danno è stato inflitto con delicatezza, come se qualcuno avesse diviso, piegato e levigato ogni singola protuberanza con attenzione maniacale. 

Con le dita rivestite di Luce alle estremità, Ana raccoglie una piccola quantità di materiale corroso in un contenitore sterile, che poi ripone in una delle sacche.

Jinju cinguetta. "Il danno è precedente all'eruzione. Di molto. È un miracolo che non sia stata sommersa."

Ana annuisce. "Questi segni sembrano... onde? Che ne pensi, Red?"

Toni mielosi e dorati risuonano lussureggianti nel visore di Ana.

"Qualcosa dell'Età dell'Oro. Certo." Ana si massaggia le mani, sovrappensiero. "La scansione biometrica dice che è tutto vuoto. Chiunque siano i responsabili, se ne sono andati da molto."

Jinju attiva un fascio di luce e la punta verso il foro nella porta. "Prima i guardiani."

Ana fa una smorfia verso lo Spettro. "Sai, di solito sono i lacchè che entrano per primi."

"Certo", fischietta Jinju.

Rasputin invia un ritmo violaceo, splendente e autoritario attraverso il casco di Ana. Un vibrato orchestrale indugia nelle sue orecchie.

"Ah. Ah." risponde Ana, senza traccia di umorismo.

Entrano insieme. 

Ana per prima. 
La luce di Jinju lampeggia attraverso la cenere che fluttua dalla porta perforata, ma intorno c'è solo silenzio.  Un montacarichi tra due ampie finestre li sovrasta, in un piccolo atrio di servizio. Nuvole di polvere lasciano intravedere una grossa struttura, poco più avanti. Il banco di una reception separata riempie l'area a destra, mentre a sinistra si trovano file di armadietti, allineati alla parete o rovesciati in crateri pieni cenere. Sopra di loro un grosso giroscopio, strappato via della porta, è incastrato nel soffitto. Le crepe nella sovrastruttura intorno a loro suggeriscono un urto violento. 

La stanza non è particolarmente alta, quanto basta per alloggiare il telaio della porta dietro di loro. Dal giroscopio, il soffitto discende rapidamente verso la cima del meccanismo del montacarichi; file di lampade fluorescenti, bruciate o esplose da chissà quanto, riempiono il pavimento di un mare di frammenti di vetro che rifrangono la luce di Jinju in lampi multicolore.

Ana si guarda intorno, calpestando i vetri e avvicinandosi alle finestre. Il suo visore lampeggia di infrarossi, mentre scansiona la stanza. Nessuna traccia termica.

"Non vedo alcun punto di accesso a cui poter collegare Red." La sua voce tradisce confusione.

Jinju ronza e fluttua intorno ad Ana, decompilandosi in punti-informazione di Luce, che penetrano nelle pareti intorno al montacarichi. La sua torcia sparisce con lei. L'oscurità circonda Ana, riempiendo lo spazio lasciato dall'assenza di Jinju. Si ferma solo contro una membrana di Luce che l'avvolge come una seconda pelle.

Attende, nel profondo. Una pausa.

Il tempo: al buio è duttile.

Ana posa le dita sul vetro e si piega in avanti. È rigido, freddo, resistente alla pressione. Fa scorrere le dita, tracciando solchi nella cenere accumulata. Chiude la mano a pugno, lasciando un'area pulita.
 
Uno schiocco risuona sopra di lei e frammenti di vetro cadono sul suo casco. Ana si protegge la testa di riflesso.

Le poche lampade fluorescenti rimaste hanno un guizzo di energia. Alcune esplodono in lampi di cenere e scintille, ma ne rimangono abbastanza per illuminare debolmente la stanza. Attraverso l'oblò ora pulito, la luce scintilla in un'immensa oscurità liquida, prima di mutare in onde psichedeliche attraverso infiniti circuiti. Ana avvicina il viso al vetro.

Il montacarichi si muove.

Una sottile interfaccia si attiva in cima al divisorio in basalto tra il montacarichi la finestra, 
attirando l'attenzione di Ana. 

Jinju riappare, con leggeri movimenti fluttuanti che sembrano indicare autocompiacimento. Il suo raggio di luce crea forme e oggetti nell'oscurità. "Rasputin non può fare tutto, sai?"

Una frusta cremisi sputa veleno attraverso il visore di Ana.

"Bel lavoro, Jinju. Red, finiscila."

Il trio sale sul montacarichi.

Il montacarichi scende.

CAPACITÀ MASSIMA - 14.515 Kg

Scendono in profondità, diagonalmente. Su entrambi i lati, le indicazioni stampate sembrano familiari.

>>> CLOVIS - 9 >>>

Il nome Bray, in origine, o almeno fin dove qualcuno si è preso la briga di controllare, era pressoché inseparabile da Clovis. Le indicazioni, preservate sulle pareti della colonna del montacarichi, pur sbiadite sotto una patina di cenere, solidificano la sua eredità in chiare lettere stampate, attraverso la griglia di ferro che li circonda. 

Ana fa un fischio. "Raaasssputin. Questa roba è sicuramente opera tua."

Suoni fiochi e senza senso, in cui si riconosce un'immane assenza di familiarità.

>>> CONTENIMENTO MUSERUOLA/MANUTENZIONE >>>

I tubi idraulici rimbombano mentre il montacarichi passa dal condotto roccioso a una zona panoramica riparata da un vetro.

Ana fa qualche passo in avanti, Jinju subito dietro di lei. Entrambe sbirciano attraverso la grata arrugginita e scorgono mangrovie monolitiche di circuiti e nuclei di dati, immersi in un contenitore oceanico. Liquidi di raffreddamento fluiscono attraverso grovigli di cavi azzurri, con leggeri movimenti ritmici. Spruzzi psicotropi ricadono su archi variopinti di scariche elettriche, saettando tra le torri come impulsi sinaptici.

I colori penetrano la vetrata e si riversano sugli occhi e sull'iride, rovesciando le proprie sfumature nella diafana luce d'emergenza. Ana scivola tra le tinte che aleggiano come battiti febbrili nella cabina del montacarichi. Potrebbe stare lì a osservare lo spettacolo per sempre. Se il tempo si fermasse ad attendere, sarebbe sufficiente.

Ritmico. Leggero. Frenetico. Splendido.

In arresto.

Qualcosa lampeggia nel suo visore.

(!) IPOSSIEMIA: b/o 77% (!)

Si scuote. Torna in sé. Respira. Velocemente.

Ana gira la testa verso Jinju, lo sguardo ancora fisso sul vetro.

"Quelli sono server? Un archivio?" Una traccia di eccitazione echeggia nella sua voce. Atlante, nella sua testa, ha sempre preso la forma di un diario, o di un sottogruppo di cartelle nascoste... ma questo, se è quello che lei pensa... Dopo tanti anni, ci sono ancora gemme sepolte capaci di stupirla.

Jinju invia scansioni nella liquida oscurità. "Sono schermati." La delusione pesa su di lei come un macigno. "È strano che tengano accesi i server con generatori di riserva, se è questo che sono. Sono riuscita solo ad attivare l'interruttore ausiliario nell'atrio."

>>> ACCESSO SISTEMA CENTRALE >>>

"Almeno stiamo andando nella direzione giusta."

Clangori e fischi echeggiano nel condotto mentre il montacarichi rallenta fino a fermarsi.

I portali scorrono su binari intonsi e spariscono nelle alcove a parete, dando accesso a un nucleo di mantenimento collegato a dozzine di portelli di servizio, grappoli di fibre ottiche e tunnel d'accesso simili a sistemi neurali che si estendono in tutta la struttura.

Una porta è direttamente di fronte.

SISTEMA CENTRALE MUSERUOLA
ESEMPLARITÀ

Il visore di Ana abbraccia l'ambiente e illumina un portello di rete fuori uso, sopra una ragnatela di tunnel che si estende sotto di loro. 

"Jinju, credi di riuscire a farci passare da lì?

Una risata sintetica fuoriesce dall'involucro di Jinju. "La corrente verrà ripristinata a breve."

Ana si avvicina alla porta del sistema centrale; Jinju svanisce dietro di lei in una cascata di Luce. La porta non è blindata, ma è comunque molto più spessa di qualsiasi altro portello di servizio. Ana distoglie lo sguardo dal battente ed esamina di nuovo la stanza.

Sfumature bronzee e dal pungente sentore d'agrumi le passano da tempia a tempia, attraverso il visore. Le increspature nel pavimento, altrimenti liscio, sembrano dovute a proiettili. Tracce di impatti ad alto potenziale. Mucchi di roccia fusa sono sparsi ovunque. Una pioggia di fiocchi luccicanti risuona a ogni contatto di Rasputin, indicando tre principali concentrazioni di fuoco.

"C'è stato uno scontro a fuoco, qui. Sembra che fosse rivolto in una direzione specifica. Bel colpo, Red."

Un senso di soddisfazione liscio come la seta passa sulla pelle di Ana e si dissolve come un profumo nell'aria.

Jinju si riforma, gonfia d'orgoglio.

"L'energia ausiliaria sta per interrompersi. Le centraline principali, che sono ventidue, si stanno attivando proprio ora. Il sistema sarà pienamente operativo entro uno o due minuti."

"Cosa farei senza di te?"

"Beh, moriresti una volta sola e poi basta."

Ana scuote la testa e cerca di trattenere un sorriso.

Rasputin rimane in silenzio.

Il trio si posiziona accanto alla porta, mentre gli interruttori si attivano ovunque. La corrente tuona attraverso la struttura.

Ana rimuove la sicura dalla fondina di 18 Kelvin.

Strisce di luce tremano e si espandono, illuminando gli angoli e le fenditure del soffitto e del pavimento. Il bagliore riverbera nei solchi tracciati dallo scontro a fuoco dietro di loro.

 Ana estende la mano a pugno verso Jinju.

Jinju risponde battendovi con l'involucro. 

Ana bussa con le nocche contro il suo casco, ricevendo una risposta pulsante e ritmica.

Annuisce. "Resta dietro di me."

Un occhio artificiale appare sopra la porta del sistema centrale. Emette una luce rossa che li avvolge, si concentra sul distintivo di Ana Bray e poi si disattiva. Passano pochi istanti, prima che un decrepito altoparlante borbotti un sintetico benvenuto. I pistoni scorrono nei cilindri lubrificati e la porta si ritrae nel soffitto.

Corpi. 

Le luci intermittenti illuminano tre forme, raggomitolate e malridotte. Sono immobili e riverse in pozze di liquido iridescente; globi appiccicosi colano da tessuti strappati come stracci immersi nell'olio. Impotenti. Spente. 

"Exo" esclama Jinju, sottolineando la gravità con la cadenza dei suoi movimenti mentre esamina la scena. "Ripararli potrebbe essere...

"E ripristinarli? No." Ana la segue e si china su uno di loro, evitando accuratamente le pozzanghere oleose. "Lasciamoli dove sono... del resto, non è che se ne andranno da qualche parte."

Tra i corpi giace uno strumento slanciato, della dimensione adatta a essere utilizzato da una squadra, rivestito di filamenti preziosi e sottili con incisioni calligrafiche. Il nucleo dell'oggetto è collegato a diversi dischi a tamburo di platino impiantati nel telaio, dalla forma simile ai risonatori del casco di Ana, e termina con una corona di diamanti artificiali.

"Ecco cos'hanno usato per forzare la porta d'ingresso." Jinju valuta i danni strutturali all'oggetto. Le parti rotte e ritorte non diminuiscono la bellezza dell'Età dell'Oro. "Ha preso un sacco di colpi. Non è utilizzabile. Però è riparabile."

Jinju si avvicina allo strumento, mentre Ana si dirige verso uno degli exo. "Pensi che dovrei rispedirlo via transmat?"

"Sì..." risponde, totalmente distratta.

Ana si china, il visore scansiona fori di proiettile, strappi e danni meccanici, ma i suoi occhi vedono solo l'emblema Bray cucito sull'uniforme dell'exo. Rimuove un distintivo arrugginito dalla cintura dell'exo. 

0220-17

PROGETTO ECO

LIVELLO ACCESSO ESEMPLARITÀ

"Ecco come sono entrati nel montacarichi... e come hanno superato il controllo alla porta. Quanto tempo fa è successo?"

La corrente entra in funzione. Le luci iniziano a ronzare, attivate dal nuovo flusso di energia. Un vano scavato nel muro e protetto da uno spesso vetro si illumina. Oltre il divisorio di vetro, dei gradini e una serie di console che si stanno avviando automaticamente.

Jinju analizza un exo. "Si sono conservati piuttosto bene qui, difficile a dirsi. Preleverò qualche campione.

Una voce sintetica, resa gracchiante da scariche di elettricità statica e dal tempo, penetra nella stanza.

"Verifica di sicurezza..."

Jinju e Ana si scambiano uno sguardo. 

Ana fa un gesto come a esprimere perplessità e con la bocca forma le parole: Che ne so?

Lo sguardo di Jinju si intensifica, i pensieri si trasmettono quasi telepaticamente: Prova a fare qualcosa?

"Bray, Anastasia. Verifica..."

Diverse scansioni le esaminano da cima a fondo.

"Entità anomala rilevata...

Mente ribelle rilevata..."

Una coppia di ripetitori gauss cala all'improvviso e si allinea puntando verso di loro. Ana afferra Jinju con la mano destra e la scaglia all'indietro, materializzando una granata sciamante nella sinistra. Rotola di lato mentre i ripetitori aprono il fuoco, poi lancia la granata nella direzione opposta. Questa detona in un'esplosione di microdroni che sciamano verso le torrette. I ripetitori si rivolgono verso la traccia di energia solare e sparano al diversivo.

18 Kelvin è ora puntata al ripetitore di sinistra e spara colpi elettrificati verso la torretta. L'arma brucia, surriscaldata, scaricando proiettili ad arco con nuclei di Luce solare. Il metallo fuso cola dal rottame della torretta. Un ultimo tremore. Una scarica finale perfora la canna magnetica e spezza il sistema di rotazione, mandando schegge e frammenti per tutta la stanza. 

Con lo sciame della granata ormai esaurito, il ripetitore gauss rimasto bascula e punta di nuovo verso Ana. Lei si tuffa schivando un colpo e si gira, usando la forza centrifuga per scagliare una lama solare attraverso la torretta, tagliandola in due. Fluido in fiamme si rovescia al suolo. La lama esplode.

L'incendio fa le veci delle lampade e della loro luce tremolante. 

"OVVIAMENTE, quella roba funziona ancora." Ana si gira sui tacchi. "Jinju?"

I protocolli antincendio prendono vita, dirigendo getti di schiuma di bicarbonato verso le fiamme oleose. 

"Viva!" Jinju spunta da dietro uno degli exo ed esamina la torretta crivellata. "Non hai mai fatto scattare un sistema di sicurezza, prima d'ora."

Ana tocca il distintivo ECO col pollice, prima di metterlo via. "Non credo di averlo fatto io." Si dirige alla parete più lontana.

"Cosa intendeva con 'mente ribelle'?" Jinju fluttua vicino alle spalle di Ana, rimanendo parzialmente dietro copertura e batte sul suo casco con una scintilla di Luce. "C'è qualcuno QUI che lo sa?"

Tremori del colore della giada si increspano davanti agli occhi di Ana, come tè caffeinato, prima di sfumare in nodi rosso sangue che filtrano nel suo petto.

"Vediamo di ottenere qualche risposta."

Ana passa la scheda ECO in una fessura illuminata nel vetro. Si sente un suono di riconoscimento e un rumore meccanico segnala l'apertura della serratura nella spessa porta balistica. Ana entra nella stanza e Jinju sbircia da dietro le sue spalle, seguendola solo dopo aver visto l'autorizzazione all'accesso confermata sulla console.

CLOVIS - 9

>ACCESSO MUSERUOLA

>COLLEGAMENTO ECO (!): RICHIESTA IN ATTESA

>BYPASS RETE MENTE BELLICA

Ana fissa l'interfaccia della console. "Cosa sei?"

"Non Atlante." Il sospiro di Jinju riverbera nella cella di vetro.

Ana lancia uno sguardo allo Spettro dietro le sue spalle prima di selezionare "Bypass rete mente bellica". "No, ma sembra che questo sistema abbia backdoor un po' ovunque."

Scorre tra diverse reti-ombra, unità di produzione e stazioni di collegamento Museruola.

"Non è Atlante, ma è un inizio. Ci sono undici stazioni come questa... c'è un intero network di sottoreti difensive completamente scollegate dall'iniziativa della mente bellica." Ana fa un passo indietro.

"Perché?" Jinju fluttua in cerchio intorno allo schermo.

"È questo il punto." Ana si rituffa sul terminale.

Le strutture elencate sono sparse per tutto il sistema solare. La Terra e la Luna, Europa, gli asteroidi alla deriva che ora fanno parte della Riva. Marte, ovviamente. Persino Urano. Una stazione in particolare, una stazione orbitale, cattura la sua attenzione. ECO. Torna al menu precedente.

"Collegamento Eco. Una di queste stazioni ha una richiesta ancora in corso."

Toni leggeri e pallidi come latta emanano odori metallici all'interno del casco di Ana, frenetici e irregolari.

"Museruola non mi dice niente di buono." Pochi rapidi movimenti conducono il trio nel menu di accesso a Museruola.

>PROTOCOLLO REDLINE - Verifica Museruola 

Status: [Pronto]

>PROTOCOLLO REDLINE - Attiva Museruola 

Accesso: [P-7s]

>PROTOCOLLO REDLINE - Elimina Museruola 

Status: [Nessun bersaglio]

>PROTOCOLLO REDLINE - RIASSUNTO PROCEDURA

Selezione: [Ver. 1.072]

"Non fa mai male leggere le istruzioni." Ana seleziona il riassunto della procedura. Il suo sguardo impaziente fissa la schermata di caricamento. 

______________________________________________________________________________________

In caso di incidente nel PROTOCOLLO REDLINE:
[Livello membri ESEMPLARITÀ] Rete sistema Museruola CLOVIS - 1 - 12. 
PUNTO DI ACCESSO: CLOVIS - 9
  • In caso di avaria catastrofica, degenerazione neurale o perdita di contenimento, qui di seguito collettivamente indicate come incidente [MENTE RIBELLE], avviare il [PARTIZIONAMENTO CEREBRALE MENTE BELLICA] e applicare una [QUARANTENA INTEGRATIVA] in dodici stazioni CLOVIS all'interno della [RETE NEURALE]. 
  • PROTOCOLLO REDLINE:
      • Controllo [ELIMINAZIONE] per [Nessun bersaglio].
          • Il sistema indica [Chiuso] quando in uso
          • Il sistema indica [Nessun bersaglio] quando in standby
      • Fuoco: Verifica Museruola
          • Deve indicare [Pronto]
      • Fuoco: Attiva Museruola
          • ATTENZIONE: Attivare solamente durante un incidente [MENTE RIBELLE].
  • Collegamento automatico: [CONTINGENZA ECO]
      • Fuoco: progetto [ECO], automatico
      • Interrompere la connessione a [COLLEGAMENTO ECO] per [QUARANTENA PROTOCOLLO REDLINE] in caso di incidente [MENTE RIBELLE].
  • Direttive risolutive in caso di avaria interna:
      • Risoluzione dei problemi...
      • Schemi rete...
      • Rete neurale...
      • Avaria del contenimento...
      • Manutenzione stazione...
      • Clovis 1-12
______________________________________________________________________________________

Jinju fa roteare un'estremità del suo involucro sopra lo schermo della console. "Vuoi che entri lì dentro?"

"Sì. Scarica tutto. Cerca di capire dove possiamo collegare Rasputin per dargli il controllo della stazione."

"Oh?"

Un senso di rilassatezza all'aroma di lavanda copre gli aspri nodi di preoccupazione accumulati nell'atmosfera della tuta di Ana. 

"Red. Se c'è qualcuno in grado di venire a capo della tua mente, quello sei tu."

"Direi che... ha senso", concorda Jinju.

Ana si china sulla console. "Tutti questi collegamenti sono integrazioni a senso unico nella rete da sistemi chiusi. Dovremo operare manualmente in ogni sito."

"Oh..." La voce di Jinju si digitalizza, mentre lo Spettro si scompone in una scia di Luce e penetra nella console.

"Ma prima..." Ana torna di nuovo al menu principale e seleziona la richiesta in attesa "Collegamento Eco".

COLLEGAMENTO ECO

STAZIONE DI CAELUS, URANO

(!) ATTIVATORE MANUALE DI EMERGENZA (!)

LANCIO-1 AVVIATO, MANUALE - AVARIA

PIATTAFORMA 1: COMPROMESSA | PIATTAFORMA 2: INERTE

(!) AVARIA CONTROBILANCIAMENTO (!)

(!) DECLINO ORBITALE - 42g12m07s (!)

Il conto alla rovescia del declino orbitale scorre.

"Non c'è tempo da perdere. Una volta che ottieni l'accesso per Red, abbiamo una stazione da salvare."
Fine






Non ti è permesso visualizzare questo contenuto.
preload icon
preload icon
preload icon